Voluntary Disclosure

Voluntary Disclosure

LE PREVISIONI ESTIVE PREVEDONO TEMPORALI SULLA FISCALITA’ MA PARZIALMENTE SOLEGGIATO SULLA VOLUNTARY DISCLOSURE

 

Vogliamo occuparci oggi della spinosa questione della Voluntary Disclosure.

Nell’articolo vi forniamo un inquadramento generale alla normativa varata dal Governo italiano per la seconda volta, al fine di spiegarvi quanto sia importante rivolgersi ad esperti come SVA Group, non solo per operare con precisione millimetrica nel complesso delle norme, ma anche per garantire a tutti gli interessati dalla Voluntary Disclosure una serena estate 2017.

SVA Group, infatti, grazie alla conoscenza delle norme fiscali internazionali ed alla grande esperienza maturata dai suoi consulenti, potrà affiancare chiunque lo vorrà per avere la migliore consulenza possibile al fine di districarsi nel complesso contesto fiscale internazionale.


1-Inquadramento

Per Voluntary Disclosure (VD) si intende la possibilità per i cittadini italiani detentori di attività finanziarie o patrimoniali all’estero, attualmente non dichiarate al fisco, di sanare la loro posizione giuridica, anche penale, attraverso il pagamento delle relative imposte e sanzioni in misura ridotta.

Dopo un primo esperimento nel 2015 attraverso il quale sono stati fatti emergere circa 60 miliardi di Euro di capitali illecitamente custoditi all’estero il governo Italiano attraverso il Decreto-legge n.193 del 22 ottobre 2016 ha varato un nuovo provvedimento riaprendo i termini per l’adesione alla VD.

La VD è una misura inserita in un contesto internazionale di lotta all’evasione fiscale. Grazie ai molteplici accordi internazionali firmati nell’ultimo decennio le amministrazioni finanziarie degli stati aderenti posso agevolmente ottenere informazioni dalle istituzioni finanziarie per esplorare le situazioni patrimoniali estere dei loro cittadini.

2-Come funziona

A differenza della prima edizione della VD, chiusasi il 30/11/2015 il governo italiano ha introdotto alcune significative novità.

Non sarà piu’ l’Agenzia delle Entrate, infatti, sulla scorta delle informazioni ricevute, a quantificare il debito di imposta commisurandone le rispettive sanzioni, ma sarà compito del contribuente stesso procedere all’auto liquidazione del debito complessivo da versarsi in una rata unica o attraverso 3 rate con scadenza ultima 30/09/2019.

L’Agenzia delle Entrate verificherà il corretto pagamento e richiederà l’eventuale integrazione alle somme versate.

Tutti i benefici previsti ed assicurati nella prima versione della VD e che riguardano i profili sanzionatori penali ed amministrativi sono stati confermati anche in questa nuova edizione.

Termine ultimo per l’adesione alla VD è il 31/07/2017 con possibilità di sanare illeciti commessi fino al 30/09/2016. Condicio sine qua non per l’adesione alla VD è l’assenza di avvisi di accertamento, ispezioni o altre notifiche da parte dell’Agenzia delle Entrate e il non aver presentato istanza per la prima edizione della VD.

3-VD & Svizzera

Forti della nostra esperienza di consulenza vogliamo sottolineare alcuni aspetti fondamentali legati alla VD ed al contesto svizzero.

Circa il 70% delle domande presentate durante la prima edizione della VD hanno riguardato capitali detenuti in Svizzera da parte di cittadini italiani.

Scaduti i termini di adesione alla seconda edizione della Voluntary Disclosure l’Amministrazione Finanziaria italiana provvederà ad inoltrare richieste di informazioni di gruppo presso le autorità competenti dei Paesi che hanno aderito allo scambio automatico di informazioni.

La Svizzera facendo parte di questo gruppo di Paesi sarà sicuramente confrontata con una richiesta da parte del governo italiano che potrà riguardare tutte le attività detenute nel paese elvetico da parte di contribuenti italiani a partire dal 20/02/2015. L’Agenzia delle Entrate potrà, inoltre, richiedere i nominativi di coloro che hanno lasciato le banche svizzere nel corso del 2015.

Ricordiamo che sulla base delle informazioni ottenute attraverso gli accertamenti di gruppo, l’Agenzia delle Entrate italiana potrà emettere avvisi di accertamento ed imporre sanzioni che potranno erodere completamente il patrimonio detenuto illegalmente all’estero.

Sottolineiamo che anche Monaco sarà interessata da accertamenti molto accurati da parte delle autorità fiscali italiane.