Svizzera-Cina: relazioni più solide e nuove opportunità

Svizzera-Cina: relazioni più solide e nuove opportunità

Svizzera e Cina mai così vicine: una settimana densa di impegni e novità, questa, per i 2 Paesi già molto legati dall’accordo di libero scambio firmato nel 2013.
Iniziando dalla presenza in territorio elvetico del Presidente cinese Xi Jinping, primo presidente cinese a partecipare al World Economic Forum di Davos.

 

Svizzera-Cina: la visita di Stato del Presidente Xi Jinping

Il leader cinese ha contestualmente effettuato una visita di Stato, terminata Martedì, durante la quale è stato accolto dalla Presidente della Confederazione Doris Leuthard e dal Presidente del governo zurighese Mario Fehr.
La finalità della visita era ben chiara: puntare ad un’estensione dell’accordo di libero scambio che lega i due Paesi.  La stessa si è conclusa con la firma di una decina di nuove intese, in ambiti diversi, che hanno ulteriormente rinsaldato i rapporti su più fronti.

Le relazioni tra Svizzera e Cina sono un esempio a livello internazionale e gli scambi commerciali, economici e culturali tra i due Paesi sono sempre più solidi.
La Presidente della Confederazione Doris Leuthard ha tenuto a ricordare che la Svizzera è stata uno dei primi paesi occidentali a riconoscere, il 17 Gennaio del 1950, la neo costituita repubblica popolare cinese, che dal 2010 è diventata il primo partner commerciale della Confederazione in Asia.
Dal 2014 la Svizzera, assieme all’Islanda, è inoltre il solo paese ad avere concluso una accordo di libero scambio con Pechino.

Le intese siglate durante gli incontri degli scorsi giorni tra i due Presidenti, ruotano attorno ad argomenti globali quali il commercio mondiale, il sistema finanziario, la protezione del clima e i conflitti esistenti. In particolare, sono stati firmati accordi in ambito culturale, elettrico ed energetico, ed è poi stata concordata una strategia per approfondire gli accordi commerciali, affinché aumentino i reciproci investimenti.

I rapporti bilaterali sono, quindi, arrivati ad un nuovo punto e sono la prova che anche Paesi di natura completamente diversa possono allacciare relazioni fruttuose.

 

Svizzera-Cina: l’accordo di libero scambio fino ad oggi

L’accordo di libero scambio del 2013 prevede una serie di disposizioni in materia di protezione e applicazione dei diritti di proprietà intellettuale che vanno oltre gli standard minimi internazionali, rinforzando in maniera sostanziale la tutela della proprietà intellettuale.

  • L’abolizione e la sostanziale riduzione dei dazi per lo scambio delle merci tra i due Paesi (classificato nel WTO come codice tariffe Harmonized System (HS)
  • La liberalizzazione dello scambio di servizi che permette un più facile accesso al mercato per i service providers
  • La protezione della proprietà intellettuale
  • La valenza della contrattualistica in lingua inglese

 

Svizzera-Cina: le opportunità per la piazza finanziaria ticinese

In questo contesto di novità e intese, è possibile intravedere un futuro positivo e ricco di opportunità per la piazza finanziaria ticinese.

Proprio Martedì 17 Gennaio SVA Group ha partecipato a Piazza finanziaria 4.0, un evento organizzato da LGT Bank e Financial Technologies  sul tema dell’accordo di libero scambio Svizzera-Cina e sulle opportunità riservate al sistema economico, ai gestori patrimoniali e agli imprenditori.
Una conferenza molto interessante, che ha visto interventi inerenti lo sviluppo economico a sostegno delle PMI, con uno sguardo alla strategia adottata dal Canton Ticino.
Al termine, poi, interventi e spunti dal pubblico riguardanti case history ed esempi legati ai processi di internazionalizzazione.

Ancora una volta, quindi, la Cina appare come il mercato principale sul quale puntare nel corso del prossimo anno. Ad affermarlo è anche il sondaggio di Switzerland Global Enterprises, il quale afferma che Cina e USA saranno i mercati d’esportazione di maggiore crescita.

Secondo la classifica di Credit Suisse, i 10 mercati d’esportazione più promettenti sono situati in Estremo Oriente, fatta eccezione per Norvegia e Polonia. Sempre Credit Suisse prevede, nel primo semestre 2017, un netto aumento della domanda mondiale di beni svizzeri, trainata da un’ampia ripresa dell’industria USA nella zona euro.

Le PMI svizzere tornano ad essere competitive dopo lo shock del super franco ed è questo il momento per preparare la strategia futura.
Prediligendo l’internazionalizzazione e guardando ai mercati al di fuori della zona europea è possibile implementare e migliorare il proprio business.