Investimenti cinesi in Europa:
la Cina vuole il made in Italy

Investimenti cinesi in Europa:
la Cina vuole il made in Italy

Al via oggi China Goes Global, conferenza internazionale dedicata ai rapporti economici tra Cina e resto del mondo, che quest’anno ha scelto l’Università di Macerata e l’Italia come scenario per celebrare l’edizione del decennale.
L’occasione è perfetta per porre la lente d’ingrandimento sugli investimenti cinesi in Europa.
La Cina sceglie ancora una volta, a gran voce, il made in Italy e i numeri lo confermano:
231 gruppi industriali e finanziari cinesi hanno messo piede in 417 imprese italiane, che danno lavoro a più di 22mila persone per un giro d’affari che supera i 12 miliardi di euro.
Questi i numeri, aggiornati alla fine del 2015, della presenza dei capitali cinesi (e di Hong Kong) nel tessuto imprenditoriale italiano.

 

Investimenti cinesi in Europa: i fattori che facilitano le aziende italiane

Tra i fattori che incentivano gli investimenti cinesi in Europa, vi è certamente la dimensione ridotta delle aziende target. Acquisire il controllo o addirittura il 100% del capitale è decisamente alla portata delle grandi imprese cinesi.
Servono sforzi inferiori rispetto a quelle medio-grandi tedesche o francesi. Poi ci sono sempre le eccezioni, come le grandi acquisizioni di Pirelli o la nota casa di moda Krizia.
Secondo fattore è il know-how italiano. Gli investitori cinesi desiderano affermarsi a livello globale, arricchendo e migliorando la propria produttività in settori tipici della competitività italiana (meccanica, moda, ad esempio).
Per riuscire in questa impresa risulta quindi determinante il know how e l’esperienza professionale italiana, sia essa diretta o acquisita.

 

Investimenti cinesi in Europa: la strategia di investimento

La maturazione degli obiettivi ha modificato la strategia d’investimento cinese, soprattutto in Italia. La ricca middle class cinese punta al “New Normal” come modello di crescita e si avvicina sempre più a modelli e stili di vita occidentali.
In questo contesto, cresce l’interesse per l’economia dell’entertainment, in cui turismo e calcio svolgono un ruolo centrale. Sul fronte turismo si è vissuto un boom di acquisizioni internazionali, con cui gli investitori cinesi stanno costruendo una rete per supportare l’offerta ai propri compatrioti.
Il calcio, invece, è una passione piuttosto recente che sta facendo emergere una serie di business e acquisizioni strategiche volte a portare in patria calciatori, allenatori e sportivi di massimo livello.

 

Investimenti cinesi in Europa: i settori d’interesse

I settori di interesse si spingono sempre più verso i servizi (da quelli finanziari, all’intrattenimento), il manifatturiero, il real estate. I protagonisti delle acquisizioni sono sempre di più gruppi privati, quotati o comunque gruppi sempre più gestiti con modalità manageriali occidentali.
La volontà resta, da ambo le parti, la tutela del made in Italy, poiché coerente con le motivazioni strategiche di molte acquisizioni: integrarsi per migliorare, apprendere e valorizzare le complementarietà con l’azienda target, portare in madre patria conoscenza e produzioni di eccellenza.
Tutto questo si può ottenere solo preservando, se non addirittura potenziando, la risorsa umana italiana portatrice di sapere ed esperienza.